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sono Antonello Livrieri e sono un "Mental Coach",
cioè un allenatore mentale ed il mio lavoro è allenarti ad essere sempre al meglio di te stesso nella vita, nello sport o nel business.

Tutto questo attraverso la ricerca dello stato d'animo ideale per affrontare ogni situazione che ti si presenta.

Tutto ciò che ti serve dentro di te ora !

Insieme impareremo ad utilizzare la tua mente come un vero e proprio acceleratore di risultati attraverso il potenziamento della concentrazione, del focus mentale, delle convinzioni, dell’atteggiamento, imparando a gestire la motivazione e lo stress.

Contattami pure per ogni chiarimento o per prenotare un primo appuntamento gratuito.

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Salve a tutti ,

sono Antonello Livrieri e sono un mental coach che dal 2007 si occupa di preparazione mentale di sportivi e in particolar modo di rugbysti.
Vi accompagnerò, durante questi mesi insieme a Roberto e agli altri ragazzi del team con una serie di articoli che andranno ad analizzare aspetti diversi del coaching sportivo.
L’argomento del mio articolo di oggi sono i segreti e l’ importanza dell’allenamento mentale negli sport di contatto.

Benché la capacità della mente di influenzare le nostre prestazioni fisiche sia ormai universalmente riconosciuta,molto spesso la maggior parte degli atleti e degli allenatori anche di alto e altissimo livello continua a concentrarsi esclusivamente sull’aspetto puramente fisico dell’allenamento tralasciando completamente quello mentale.

In alcune situazioni l’importanza dell’allenamento mentale viene riconosciuta ma spesso non si hanno le giuste capacità per sapere come e dove intervenire per allenarlo e allora si lascia libera ispirazione al giocatore o ci si affida alle capacità oratorie del capitano nello spogliatoio pre-partita.

Molto spesso quando ci si trova ad affrontare il discorso della preparazione mentale negli sport di squadra e, a maggior ragione, negli sport di contatto-combattimento la situazione che si presenta può essere almeno duplice:

· Caso a: Io non sono malato!
Mi sono sentito rispondere più volte da sportivi professionisti quando chiedevo loro se facessero allenamento mentale in questo modo : “Io non sono malato!” come se fosse necessario avere dei problemi per poter potenziare le proprie capacità.

Penso che nessuno di questi atleti, se fossero stati avvicinati da un preparatore atletico che avesse chiesto loro se facessero preparazione fisica, avrebbe risposto “Io non sono malato!” come se la preparazione fisica fosse riservata solo agli infortunati ,che devono recuperare una condizione normale, e non a chi vuole allenare il proprio fisico per essere più pronto in gara!

· Caso b: Ci penso io!
Un’altra risposta tipica in cui ci si può abbattere parlando con allenatori o direttori di società sportive proponendo la possibilità di una collaborazione per l’allenamento mentale è : “Ci penso io!” adducendo come esperto nel campo un giocatore d’esperienza, un ‘allenatore o un membro della dirigenza che all’occorrenza avrebbero saputo risolvere i problemi eventuali in base alla loro esperienza personale o al loro vissuto da giocatore.

Per tornare all’esempio del caso precedente è come se per prepararsi alle Olimpiadi del 2012 una squadra facesse la stessa preparazione fisica fatta per le Olimpiadi del 1992 uguale per tutti senza tenere conto delle varie diversità all’interno di un gruppo.

Fino a una decina di anni fa nelle squadre anche di buon livello si poteva trovare l’allenatore tutto fare che si occupava anche della parte fisica mentre oggi nessun allenatore penserebbe di programmare una stagione senza includere la figura di un preparatore atletico preparato.

Nel prossimo articolo entreremo ancora di più nel dettaglio ed inizieremo a vedere il tipo di approccio utilizzato nello specifico.

A presto.

21/10/2009

L’allenamento mentale negli sport di contatto - 1

Proseguiamo con la seconda parte dell’articolo.

Tutto questo era solo per chiarire la situazione che si vive nelle maggior parte delle società italiane che pensano che la preparazione mentale serva solo a risolvere problemi e non ad aumentare le  possibilità del gruppo e del singolo o che non sia di utilità pratica e giornaliera.

La grande novità della PNL è proprio questa l’immediato riscontro giornaliero pratico nel migliorare lo stato d’animo e le prestazioni di chi ne fa uso.
Se non si crede di vincere , non è importante quanto impegno si metta, i risultati saranno scarsi, mentre se si ha fiducia nei propri mezzi e in quelli della propria squadra e nella capacità di ottenere un risultato positivo abbiamo già fatto buona parte del cammino per raggiungerlo.


Immaginate  un rugbista di 2 metri per 130 kg  che si trovi come unico ostacolo fra sé e la meta un bambino di 5 anni, sicuramente sarà in grado di segnare la metà perché è più forte fisicamente ma soprattutto perché è convinto di superare l’ostacolo  e l’idea di riuscire sarà l’unica nella sua mente.
Certamente l’esempio è volutamente provocatorio ma quante volte ci mettiamo dei limiti che non ci sono e magari di fronte ad una difficoltà , ancora prima di scendere in campo,  sembriamo noi il bambino di 5 anni sovrastato da tutte le possibili difficoltà che ci auto-creiamo ,anche se siamo preparati fisicamente e tatticamente, come se mentre guidiamo in galleria pensassimo al peso della montagna sopra di noi e non alla fine del tunnel pochi metri e pochi secondi davanti a noi e facilmente raggiungibile.

Molto spesso anche grandi campioni non credono fino in fondo nei propri mezzi e si fanno sconfiggere da avversari meno preparati ma in “stato di grazia” che riescono a usare al 100% tutte le proprie risorse anche se minori in partenza.
Con la PNL un atleta riesce a prendere coscienza delle proprie capacità e possibilità e ad essere il meglio di sé.
Un altro elemento fondamentale negli sport di contatto e combattimento è  saper percepire ,giudicare e decidere cosa fare in rapporto alla situazione degli avversari e dei compagni. Il giocatore scannerizza la situazione e decide cosa in rapporto a quello che lui decide essere il punto più vantaggioso per lui in quel momento.

Come possiamo allenare soprattutto in uno sport di contatto tutte queste situazioni?

Quante sono le situazioni differenti che si possono presentare in una partita?
La risposta migliore è allenandole in campo  o giocandole tutte in modo da saperle riconoscerle e fornire al nostro cervello uno schedario in cui andare a ricercare in gara la risposta giusta da dare a quella situazione.
Tutto questo non sempre è possibile in quanto molto spesso non ci sono giocatori sufficienti per allenare sempre tutte le situazioni o gli avversari ci propongono situazioni che noi non  possiamo prevedere o gli infortuni in uno sport di contatto sono molti e allenare sempre tutte le situazioni tattiche alzerebbe notevolmente la percentuale giocatori indisponibili in squadra.
Dunque?  che fare?

Alla prossima ….

Antonello

29/10/2009

L’allenamento mentale negli sport di contatto - 2Blog/Blog.html

Dunque?  che fare?

Accanto al lavoro in campo e in partita per allenare varie situazioni di gioco si può sfruttare  una capacità grandissima della nostra mente che è quella di non riconoscere fra una situazione realmente vissuta e una vividamente immaginata nei suoi particolare, questo potere si chiama visualizzazione.

Con le visualizzazioni si possono far vivere o rivivere quante situazioni di gioco si vogliono agli atleti in modo da inserire nel nostro schedario mentale altre esperienze che possono essere riconosciute in gara e richiamare la risposta più corretta e desiderata.

Un’ ultimo aspetto da non sottovalutare è il giusto approccio alla partita o alle varie situazioni che si presentano all’interno di una stessa gara in quanto molto spesso si arriva “troppo carichi” alla partita e le energie nervose si spengono al fischio di inizio o a metà incontro.

Come ovviare a questo problema? come essere sempre nel giusto “state”?

Quanto è importante , soprattutto negli sport di contatto e di situazione, che un giocatore aggressivo e determinato sia anche in grado di trovare immediatamente la concentrazione o la tranquillità per affrontare una situazione tattica della partita come ad esempio un calcio di punizione?

Per essere sempre “pronti alla battaglia” esistono dei meccanismi di attivazione e riattivazione di alcuni stati d’animo appropriati alle diverse situazioni di una gara (aggressività, concentrazione, tranquillità, ecc…). Questi meccanismi consistono in allenare dei gesti, un dialogo, delle visualizzazioni e altro ancora, che dopo essere stati  condizionati, nel momento in cui vengono fatti in gara o in preparazione ad essa, richiamano appunto lo stato d’animo desiderato, questi  meccanismi sono le ancore.

Su come usare le visualizzazioni e le ancore torneremo in un successivo articolo.

 

Tutti questi fattori sono essenziali per gli sport di contatto e combattimento ma che molto spesso vengono tralasciati e sottovalutati , li approfondiremo in articoli successivi o tramite le vostre mail di approfondimento al mio indirizzo coach@antolivrieri.com.

24/11/2009

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